Bioreval, la nuova tecnologia che valorizza e migliora la produzione di biogas

11 Novembre 2016

Un nuovo progetto tutto italiano punta a utilizzare gli scarti vegetali per aumentare l’efficienza degli impianti di biogas specializzati nella produzione di energia elettrica. Si tratta della startup friulana Biovalene, che ha presentato la sua prima applicazione tecnica, Bioreval, che attiva i batteri più adatti alla produzione di metano, facendo risparmiare sull’uso della biomassa.

 

Gli startupper di Biovalene hanno scoperto e brevetto un metodo per diminuire il carico di biomassa usata dai cogeneratori a biogas per produrre energia elettrica. I risultati sono garantiti: per esempio, in un cogeneratore da 1 MW la riduzione della quantità giornaliera di silomais ammonta a circa 4 tonnellate e in un anno si arriva a 1.500 tonnellate di materia prima risparmiata.

Il metodo brevettato attiva lo sviluppo dei batteri che si trovano nei digestori (in particolare dei ceppi metanigeni). Mediante bioreattori specifici, si arricchiscono piccole quantità di biomassa in fermentazione, che vengono avviate nei digestori dell’impianto per la produzione di biogas. La flora batterica viene così potenziata. Fabio Messinese, AD di Biovalene, e Gianluca Randi, biologo dell’azienda, hanno raccontato: “In dodici mesi le scelte innovative adottate e le collaborazioni avviate con C.I.B. (Consorzio Italiano Biogas) e C.R.P.A. SPA (Centro Ricerche Produzioni Animali) ci hanno consentito di arrivare sul mercato con la nostra prima applicazione tecnica, Bioreval, destinata a costituire lo strumento base di una nuova strategia di approccio ai problemi di gestione di molti impianti per la produzione di biogas Il nostro è un sistema di dimensioni contenute e di facile applicazione a ogni tipo di impianto basato sul processo di digestione anaerobica. Gestisce e controlla le varie fasi della fermentazione batterica attraverso una piattaforma informatica d’avanguardia, in grado di controllare tutti gli andamenti dei processi in atto nei fermentatori, facilitandone la gestione”.

Biovalene ha inoltre iniziato una collaborazione con l’Innovation Factory, l’incubatore certificato di AREA Science Park di Trieste, e in particolare con il Gruppo di batteriologia del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie (Icbeg). Lo scopo della ricerca congiunta è quello di cominciare a utilizzare gli scarti lignocellulosici agroindustriali anche nella produzione di biogas (attualmente non vengono usati perché hanno una resa molto bassa). In questo modo non andrebbero sprecati materiali quali sfalci, stoppie, pula, paglia, scarti mercati ortofrutticoli, sottoprodotti della vinificazione e della distillazione, sottoprodotti agricoli.

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